La vuelta de la fe – 10° tappa – Barcellona

Il pomeriggio del 22 agosto arriviamo nella città catalana e ci sistemiamo nell’ostello … dalle stelle alle stalle … un posto molto sporco. Dalle valigie tiriamo fuori solo il necessario e decidiamo di non fare la doccia lì,per evitare infezioni o cose del genere. Usciamo di lì ed andiamo a messa in una parrocchia poco lontano e poi ci facciamo una passeggiata per Barcellona fino al porto. La mattina la passiamo alla Sagrada Familia. E’ ancora in fase di costruzione, ma raccontare questa grandiosa costruzione non renderebbe giustizia all’opera stessa. Comunque sulla porta principale è inciso Il Padre Nostro in tutte le lingue del mondo. Sulla parete di destra è rappresentata l’annunciazione di Maria,la Natività con il presepe al completo,cioè con pastori,re magi ed una schiera di angeli. Sulla parete di sinistra è rappresentata  tutta la Via Crucis con il alto Gesù risorto. Poi più in alto ci sono i 12 apostoli e in un altro punto i Santi protettori di Barcellona. All’interno sembra quasi di essere in una foresta con alberi altissimi. Al centro ci sono 4 colonne che riportano i simboli dei 4 evangelisti. Sull’altare c’è un crocifisso con Gesù in una postura un po’ differente dal solito e sia qui che nella Via Crucis è rappresentato completamente nudo. In alto c’è un’apertura da cui entra una luce fortissima, ad indicare Dio.

Il resto della giornata lo abbiamo passato passeggiando per Barcellona e in serata, prima di raggiungere i nostri bagagli, ci siamo seduti vicino al porto per fare un confronto tra di noi sull’esperienza vissuta insieme. E’ stato molto bello e forte e a stento ho trattenuto le lacrime.

Alle 01.00 con il pullman ci siamo avviati all’aeroporto di Barcellona.

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La vuelta de la fe – 9° tappa – Cuatro Vientos 2°parte

Il mattino successivo,21 agosto,mi sono svegliata con le lodi. Il sole spendeva nel cielo e faceva parecchio caldo e mi sono sentita “da Dio” e l’ho ringraziato tantissimo perchè ero lì a godermi quella sensazione di meravigliosa pace.

Torna il Papa e incomincia la Santa Messa che finalmente ho ascoltato in italiano con la mia radiolina. Il compito affidatoci dal Santo Padre è stato di testimoniare ciò che abbiamo vissuto e come abbiamo incontrato Cristo,ed io aggiungo,di come la Chiesa sa fare Chiesa anche se hai un colore di pelle diversa o parli un’altra lingua. Al termine c’è stato il tanto atteso annuncio della prossima GMG : Rio de Janeiro 2013.

Mentre molta gente andava via,noi abbiamo tranquillamente pranzato per evitare la calca alle uscite. Ci siamo rifatti il tratto di strada a piedi fino alla prima metro utile. Questa volta,per circa 10 minuti,ho sperimentato quella sensazione di solitudine totale: portavo con me il materassino di mia cugina che è molto pesante,perché l’avevo vista in difficoltà e mi sono offerta di aiutarla per un tratto di strada. Ad un certo punto ci siamo divise,perché a lei e a mio cugino (non vedente) hanno fatto fare una strada diversa e il materassino è rimasto a me. Quindi,oltre alle mie cose,avevo questo peso in più da portare. Peso che ad un certo punto mi ha fatto rallentare il passo rispetto alle persone che conoscevo di più,ai miei amici. E mi son sentita sola,quando mi sono accorta che nessuno di loro(circa 10 persone)mi aspettava o si preoccupava se io ero con loro o se stavo avendo delle difficoltà,sapendo il peso in più che stavo portando. E,senza fermarmi,qualche lacrima si è unita al sudore che grondava dal mio viso. Dopo un po’si avvicina un ragazzo del nostro gruppo di 80 persone,ma di cui non ricordavo il nome. Fa suo il materassino e mi dice di non preoccuparmi perché lo avrebbe portato lui per me … un cireneo in mio aiuto … ecco la grandezza del Signore! Tornati al collegio,abbiamo avuto la serata libera. Il mattino dopo partiamo per Barcellona.

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La vuelta de la fe – 8° tappa – Cuatro Vientos 1° parte

Il 20 non abbiamo più avuto catechesi,ma ci siamo potuti  svegliare un po’ più tardi e,dopo la messa,ci è stato concesso un po’ di tempo libero prima di partire per Cuatro Vientos. Con i nostri zaini e sacchi a pelo ci siamo avventurati. Dopo un tratto con la metro,abbiamo camminato molto prima di giungere a destinazione,con gente che per strada ci riempiva le bottiglie d’acqua o ci bagnava. Arrivati lì ci rendiamo con che il nostro settore era ormai pieno e siamo dovuti spostare ad uno più lontano,così il palco era solo una fascia bianca ed anche i maxi schermo erano un po’ lontani. Dopo esserci sistemati ed aver ritirato i sacchetti con il cibo,ci rendiamo conto che il cielo incomincia a ingrigirsi. Arriva il Papa ed incomincia la veglia sotto un cielo sempre più nero e con un vento che si fa sempre più insistente,tanto che la mia radiolina non ne vuole sapere di captare la frequenza italiana,ma neanche quella spagnola. Dopo non molto incomincia a piovere,con un vento che si era decisamente rafforzato. La veglia viene interrotta e noi ci avvolgiamo in teli blu impermeabili che ci erano stati dati in Italia. Tutto questo succede per due volte. Alcuni del nostro gruppetto di Putignano si sono fatti prendere un po’ dalla paura e manifestano l’idea di voler andare via. In questo momento si fa sentire tutta l’importanza di avere una guida,Don Roberto Turco,uno dei parroci del nostro paese. Ci dice di stare calmi e di rimanere lì e che non ci saremmo spostati,se non il giorno dopo alla fine della messa. E così fu. La veglia riprese tra un po’ di pioggia e vento. Sinceramente non capii nulla,ma le parole del Papa nel momento in cui ha ripreso la veglia mi sono arrivate dritte al cuore. Ha detto di essere orgogliosi di noi,perché nonostante il cattivo tempo,siamo rimasti lì e che con questo gesto abbiamo dato testimonianza a tutto il mondo. Finita la veglia in cielo sono comparse le stelle. Abbiamo riaperto tutto,cenato e sistemato i sacchi a pelo per la notte. E,visto che non avevamo capito nulla della veglia,abbiamo recitato un rosario affidandoci alla Madonna per la notte.

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La vuelta de la fe – 7° tappa – Via Crucis

Il pomeriggio del 19 agosto c’è stata la Via Crucis. Solita storia per trovare un posto ottimale davanti ad un maxi schermo e solito bagno…di idranti per il caldo,anche se eri all’ombra…loro bagnavano tutti. Poi,quando finalmente inizia,scende un silenzio quasi irreale e ti chiedi come è possibile con così tanta gente. Una Via della Croce molto toccante e profonda.Ogni stazione era dedicata ad una categoria particolare di persone o popolazione.Una Via della Croce che mi ha un po’ messo i brividi e a un certo punto mi ha portato a riflettere sulla croce in se. Anch’io ne ho portata una per un pezzo di strada del mio paese,ma con altre 7 persone,come lì. E mi è apparsa davanti agli occhi l’immagine di Gesù che,da solo,ha portato una croce più pesante della nostra,sanguinante,più morto che vivo,senza lamentarsi. Noi invece,pronti a lamentarci per qualche ora passata in piedi,per un po’ di caldo o per l’attesa. Pensando queste cose,mi sono sentita particolarmente amata.

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La vuelta de la fe – 6° tappa – catechesi

Il 17 agosto sono incominciate le catechesi che erano solo per italiani e ci sono state per tre giorni. Il tema del primo giorno è stato “Saldi nella fede”,tenuto dal Vescovo di Lecce;il tema del secondo giorno è stato “Radicati e fondati in Cristo”dal Vescovo di Palermo; il tema del terzo giorno è stato “Testimoni di Cristo nel mondo”,da un altro Vescovo della Sicilia. Poi c’era il tempo per confrontarsi con chi avevi vicino o al banco davanti o di dietro. Poi si potevano rivolgere delle domande al Vescovo di turno e al termine c’era la messa. Nei momenti di intervallo ci si poteva confessare in una cappella comunicante la chiesa.

La catechesi che mi ha colpito di più è stata la seconda. Il passaggio che mi è rimasto in testa è stato quello in cui ci ha paragonati alle redici di un albero,molto fragili,che si possono rompere con facilità,ma se radicati bene nel terreno che è Gesù Cristo,possono smuovere tutto ciò che ci sta intorno,possono essere una forza incontrollabile. La cosa triste è stato vedere che al momento del confronto,molti andavano fuori e sono riuscita  a parlare con qualcuno solo alla 2° catechesi. Comunque la storia delle radici mi è tornata in mente per tutta la giornata,soprattutto quando si siamo messi in marcia per avvicinarci  il più possibile alla piazza in cui sarebbe arrivato il Papa. Era impressionante vedere quanta gente,quanti giovani c’erano. Tutti lì per un motivo solo,per lo stesso motivo,almeno credo. E’ un’immagine che continua ad accompagnarmi. Giovani da ogni parte del mondo,lì impalati sotto il sole per ore,rischiando di sentirsi male. Mi son detta : “Siamo una rete di radici,che se vogliono possono smuovere i cristiani ed il mondo intero.” . Siamo una forza immensa e non ce ne rendiamo conto. Se solo avessimo più fede e fiducia in Lui e in noi stessi … se avessimo una fede grande come un granello,potremmo spostare le montagne,o qualcosa del genere. Ed io mi interrogo sulla mia fede … lì tutto era più semplice,c’era un’atmosfera magica,in un paese dove nessuno ti conosceva,spinta da tanta gente … ma qui? Qui sarò in grado di manifestare con forza la mia fede senza aver paura dei giudizi e degli sguardi? Avrò il coraggio di portare al collo il crocifisso che ho portato sempre a Madrid che proprio piccolo non è?

Beh,il crociffisso è sempre al mio collo e mi da forza e posso dire che la GMG mi ha dato una carica che non mi aspettavo e gioia nel parlare della mia esperienza,ma soprattutto una fede più forte e radicata in Lui,che mi accompagna ogni giorno nelle “cose” che faccio.

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La vuelta de la fe – 5° tappa – In giro per Madrid

Il 16 agosto abbiamo avuto la giornata libera per poter visitare Madrid e ne abbiamo approfittato. Con il nostro Tom Tom umano e cartina alla mano,abbiamo cercato di vedere le parti più belle e importanti di Madrid,tra cui la Cattedrale,le varie piazze e i luoghi in cui ci sarebbe stato il Santo Padre.Ci è dispiaciuto non poter visitare il Museo del Prado,perchè c’era molta fila e la visita dura tanto,ma è un buon motivo per ritornarci :-D .In serata c’è stata la messa di apertura della GMG,con il centro di Madrid invaso di giovani da ogni parte del mondo.Un colpo d’occhio e un tuffo al cuore pazzesco.Abbiamo provato ad avvicinarci il più possibile a Plaza de Cibeles,ma ci siamo ritrovati spiaccicati nella folla,con la paura di perderci con gli altri del gruppo e rischiando un malore per il caldo e la calca.Quindi abbiamo deciso di uscire da quel mare di gente e ci siamo sistemati in una strada un po’ più lontana dal palco.Abbiamo seguito la celebrazione con le radioline in cerca della frequenza italiana e i maxi schermo.Era incominciata ufficialmente la GMG.

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Rieccomi

Ciao a tutti!

Finalmente ho ri-messo mani al mio blog,dando una sistemata dopo il passaggio da splinder.

Ora tornerò a raccontare un po’ della mia vita,continuando soprattutto argomenti lasciati un po’ in sospeso.

Per chi vorrà,buona lettura.

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Ciao mondo!!

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La vuelta de la fe – 4° tappa – arrivo a Madrid

Nel tardo pomeriggio del 15 agosto,siamo arrivati a Madrid.Il nostro alloggio era vicino a Plaza de toros,dove c'è l'arena per le corride e,per nostra fortuna,anche la metro.Ci hanno sistemati in un collegio.Naturalmente eravamo divisi in uomini e donne e le nostre camere da letto sono state le aule,da cui abbiamo tolto i banchi e sistemato i nostri sacchi a pelo.Confesso che l'impatto che ho avuto non è stato molto entusiasmante,pensavo ad una organizzazione migliore.Ma questo non mi ha bloccato.Dopo pochi minuti eravamo tutte operative.Nella nostra aula eravamo in 18.Ci hanno consegnato il kit in cui ci doveva essere: t-shirt con logo GMG,cappello,rosario,vangelo di Matteo,libro del pellegrino,birra analcolica,cartina di Madrid,Crocifisso,ventaglio e guida agli eventi culturali collegati alla GMG.Ho scritto ci doveva essere,perchè in realtà molte cose mancavano nei nostri zainetti.Una volta sistemati,ci siamo fatti un giro per Madrid cercando un posto dove mangiare con i buoni pasto che avevamo ricevuto….missione compiuta alle 01:30,per poi andare a dormire alle 03:00 del mattino.

Categories: consulta di pastorale giovanile, gmg 2011, uscite | 1 commento

La vuelta de la fe – 3° tappa – Cajar e Granada

Come scritto in precedenza,noi siamo stati sistemati a Cajar,presso delle famiglie. Dopo aver fatto colazione,ci accompagnavano a Granada e visitavamo la città. Da guida ci faceva un signore di nome Felipe e Don Carlos ci faceva da interprete. Ora,non so se tutti gli spagnoli sono così,ma loro sembravano avere i pattini sotto i piedi. Qui ci siamo sempre mossi “a cavallo alle gambe”,come si dice da noi,quindi abbiamo camminato davvero tanto. Granada l’abbiamo vista in lungo e largo,visitando chiese e conventi,anche nei posti più impensabili. Intorno alle 13 si tornava presso una delle famiglie dove mangiavamo e,mentre le signore finivano di preparare,noi potevamo fare bagno e tuffi in piscina. Alle 14.30 circa si pranzava per terminare verso le 16.00,con ogni ben di Dio sulla tavola. Naturalmente non c’era pasta,ma patate cotte in diversi modi,tra cui l’immancabile tortilla. Poi tanto pesce fritto,uova fatte in padella,salumi,pomodori conditi con olio e sale,formaggio,pane,carne e gaspacho. Quest’ultimo è una bevanda tipica spagnola che a volte ci è stata proposta anche come primo abbinato a crostini di pane. Sostanzialmente è un succo di pomodoro con tanto aglio. Un’altra cosa tipica che ci hanno fatto mangiare sono i churros. Sono fatti di farina e acqua e vengono fritti e mangiati a colazione con la cioccolata calda. Noi li abbiamo mangiati in un bar alle 10.30,con 40 gradi fuori. Sono ottimi e poi sono serviti visto la tanta strada a piedi che facemmo.
Dopo aver pranzato c’era la siesta e si riusciva in giro per Granada dalle 18 alle 21 circa,per ricontrarci con le famiglie per cenare e anche qui tavolate con ogni ben di Dio. Una sera ci hanno preparato carne arrosto e abbiamo cenato a bordo piscina. Non poteva mancare la famosa paella: riso,carne o pesce o anche mista con l’aggiunta di zafferano e altre spezie.
Il posto più bello che abbiamo visitato è stato l’Alhambra. Una fortezza immensa dove,tranne per il primo edificio che è in stile rinascimentale italiano,il resto è caratterizzato da una forte influenza araba,visto che Granada si trova nell’Andalusia,zona meridionale della Spagna. Ogni angolo è suggestivo e merita di essere fotografato. Poi di lì c’è un panorama fantastico con tutta Granada ai propri piedi. E poi tantissima acqua. Fontane e corsi d’acqua dappertutto con tanto verde e giardini bellissimi ricchi di fiori. E questa è una caratteristica anche di Granada.
È un posto che vi consiglio davvero di visitare. Molto accogliente e “caldo”,sia meteorologicamente che umanamente parlando. Qui la gente è gentilissima e sorride sempre. Ti fanno sentire a casa subito,tanto che non volevamo andare via. Infatti il giorno prima di partire di lì,durante la Santa Messa in parrocchia,stavamo un po’ tutti con il magone in gola e le lacrime pronte a rigare il viso. E ci hanno riempito di regali: una t-shirt con lo stemma di Cajar,un cd con l’inno del loro paese,una paglietta del paese che loro chiamano sombrero,la cartina di Cajar e un porta gioie con all’interno il logo della GMG. Ma il regalo più grande lo hanno lasciato nel nostro cuore e nei nostri ricordi. Stiamo cercando di mantenere i contatti via e-mail e con cartoline o lettere. Spero tanto di poterci tornare.

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